Riferimento bibliografico
Li Z, Guo H, Liu X. What exercise strategies are best for people with cognitive impairment and dementia? A systematic review and meta-analysis. Arch Gerontol Geriatr. 2024;124:105450. doi:10.1016/j.archger.2024.105450
In sintesi
L’esercizio fisico si è rivelato una strategia efficace per migliorare le funzioni cognitive e la capacità di deambulazione nelle persone con più di 60 anni affette da demenza. Nella loro ricerca, gli autori hanno incluso tutti i tipi di demenza, tra cui il decadimento cognitivo lieve, la malattia di Alzheimer e la demenza vascolare.
Lo studio ha evidenziato come l’allenamento aerobico e quello multicomponente (che combina esercizi aerobici, di resistenza, di equilibrio e di agilità) abbiano avuto un impatto positivo sulla memoria, sull’attenzione e sulla mobilità. I risultati suggeriscono di svolgere 2-3 sessioni settimanali della durata di circa 60 minuti ciascuna. Un’eccessiva frequenza delle sedute potrebbe ridurre l’efficacia dell’intervento nei pazienti con demenza.
Il contesto e il punto di partenza
La demenza è una patologia neurodegenerativa caratterizzata da un progressivo declino delle funzioni cognitive, che compromette l’autonomia e la qualità della vita del paziente. Con l’aumentare dell’aspettativa di vita, il numero di persone affette da questa condizione è in costante crescita, il che rende sempre più necessaria l’individuazione di trattamenti non farmacologici efficaci. Tra questi, l’esercizio fisico è riconosciuto come un valido approccio terapeutico per migliorare le funzioni cognitive e le attività quotidiane nelle persone con demenza. Tuttavia, la ricerca in questo ambito presenta ancora lacune, in particolare la mancanza di una standardizzazione nei metodi di esercizio finalizzati alla riabilitazione cognitiva. L’eterogeneità delle metodologie adottate dai professionisti genera infatti una grande variabilità nei risultati, riducendo l’efficacia degli interventi e limitando i benefici sia sulle funzioni cognitive sia su quelle motorie.
Per approfondire questa tematica, il presente studio ha analizzato diversi studi clinici randomizzati, valutando le diverse tipologie di esercizio applicate alle persone affette da demenza. L’obiettivo è identificare le strategie di allenamento più adatte ai pazienti con demenza e sviluppare un programma di esercizio che possa fornire indicazioni utili nella pratica clinica sia agli anziani affetti da demenza sia ai professionisti sanitari.
Le caratteristiche dello studio
È stata effettuata una revisione sistematica con metanalisi di tutti gli studi pubblicati fino a gennaio 2024, in lingua inglese. A questo scopo sono stati consultati cinque database scientifici (Cochrane Library, Medline, Embase, Web of Science, Scopus) considerando esclusivamente gli studi clinici sperimentali randomizzati controllati. I criteri di inclusione comprendevano studi che valutavano il tipo, la frequenza e l’intensità degli esercizi destinati a persone di età superiore ai 60 anni affette da demenza. La definizione di intervento si è basata su studi presenti in letteratura scientifica e ha incluso quattro categorie di esercizi: allenamento aerobico, allenamento di resistenza, allenamento multicomponente e altre attività fisiche (attività di comunità, danza ed esercizi svolti a casa). Sono stati esclusi gli studi non sperimentali randomizzati controllati oppure gli studi sperimentali in cui il gruppo di controllo riceveva trattamenti farmacologici o chirurgici, che avrebbero potuto influenzare i risultati.
Gli outcomes principali valutati nello studio sono stati il decadimento delle funzioni cognitive e la capacità di deambulazione; per misurare rispettivamente la capacità cognitiva e la mobilità sono stati utilizzati due strumenti standardizzati: il Mini-Mental State Examination (MMSE) e il test Timed Up and Go (TUG). Gli outcomes secondari valutati sono stati: altri aspetti della performance cognitiva, come la memoria e i comandi esecutivi, rispettivamente misurati con il Trail Making Test-A (TMT-A), del Montreal Cognitive Assessment (MoCA) e del Digit Span Forward test. Al fine di valutare il rischio di bias degli studi inclusi, è stato utilizzato il Cochrane Handbook for Systematic Reviews of Interventions e la scala PEDro. In caso di disaccordo tra i due revisori, è stato coinvolto un terzo revisore per risolvere eventuali conflitti.
Sono state identificate 1.732 pubblicazioni e tra queste sono stati selezionati 15 studi per la conduzione della revisione sistematica.
La qualità degli studi inclusi è stata valutata attraverso il Cochrane Handbook for Systematic Reviews of Interventions e la scala PEDro; in generale, il livello complessivo della qualità della letteratura inclusa è risultato stato relativamente alto. La maggior parte degli studi aveva un punteggio PEDro superiore a 6, e solo due studi avevano un punteggio di 5. Il punteggio medio complessivo era 7,13.
I risultati ottenuti
I risultati della metanalisi hanno evidenziato che l’esercizio aerobico ha avuto un impatto positivo sulla funzione cognitiva generale delle persone con demenza. Le analisi per sottogruppi hanno mostrato che sia l’allenamento aerobico sia l’allenamento multicomponente hanno determinato un miglioramento significativo delle capacità cognitive dei pazienti. Per quanto riguarda il numero di interventi, i risultati efficaci sono stati osservati nel gruppo che ha praticato un massimo di 30 sessioni durante il periodo di studio: l’effetto sperimentale è gradualmente diminuito all’aumentare del numero di interventi, mostrando una relazione inversa complessiva. Inoltre i risultati hanno mostrato che l’allenamento aerobico nel gruppo sperimentale ha contribuito anche a migliorare la mobilità, riducendo così il rischio di cadute nelle persone affette da demenza.
Limiti dello studio
Lo studio soffre di alcuni limiti.
In primo luogo, sono stati inclusi solo studi pubblicati in lingua inglese, il che potrebbe avere escluso ricerche rilevanti condotte in altre lingue.
In secondo luogo, sono stati selezionati studi che hanno coinvolto persone affette da demenza senza restrizioni sul tipo specifico di demenza, il che ha comportato eterogeneità nelle caratteristiche della popolazione oggetto dell’intervento. Inoltre, il numero di studi inclusi è stato limitato, con analisi per sottogruppi che comprendevano solo uno o due articoli, il che potrebbe aver influito sulla attendibilità dei risultati.
Infine, rispetto all’allenamento aerobico e di resistenza, l’allenamento multicomponente non è ancora sufficientemente sviluppato nella pratica clinica e di conseguenza è poco trattato in letteratura scientifica. Le differenze di efficacia tra le diverse strategie di allenamento non sono ancora chiaramente definite e il numero di studi sperimentali che hanno utilizzato l’allenamento multicomponente è stato significativamente inferiore rispetto a quelli che hanno analizzato l’allenamento aerobico e di resistenza. Sebbene gli autori ritengano che l’allenamento multicomponente possa risultare efficace, sono necessari ulteriori studi per confermarlo.
Quali le novità e le prospettive
Questa revisione affronta un tema molto attuale e lo fa in modo innovativo. Studi precedenti hanno evidenziato l’efficacia dell’allenamento aerobico e di resistenza. Tuttavia, mentre studi come quello di Denkinger et al. (2012) hanno esplorato il ruolo dell’esercizio in termini di intensità e frequenza, lo studio presentato è andato oltre, identificando anche le attività più adatte alle persone con demenza.
L’aspetto innovativo consiste nell’aver ampliato l’analisi, includendo anche attività comunitarie, danza, esercizi svolti a casa e programmi di varia intensità, fornendo così un quadro più completo e aggiornato delle strategie di intervento che possono essere applicate nella pratica clinica.
Le prospettive future prevedono l’ottimizzazione dei programmi di esercizio, con l’adattamento alle esigenze specifiche dei pazienti con demenza per massimizzarne i benefici cognitivi e funzionali. Saranno necessarie ulteriori ricerche per affinare i protocolli di intervento e garantirne una maggiore applicabilità clinica.
A cura di Isabella Santomauro